Acqua
  • Categoria dell'articolo:Ambiente
  • Ultima modifica dell'articolo:24 Novembre 2022

La percezione dei problemi ambientali che ci circondano può essere un ostacolo per poterli affrontare adeguatamente. La trasmissione della conoscenza attraverso la diffusione è uno strumento essenziale per la consapevolezza sociale. Senza la complicità di una società informata, sarà difficile affrontare adeguatamente i problemi dell’acqua.

Percezione e limiti

Tempo fa, durante una giornata di lavoro nei campi, ho avuto modo di divertirmi spiegando ad un agricoltore che stava irrigando il suo appezzamento con acqua di falda la necessità di fare buon uso della risorsa (applicare la dose opportuna, nel modo più conveniente volta).

Ho cercato di trasmettere all’uomo che, altrimenti, avrei estratto più acqua del necessario e quindi contribuito all’eccessivo sfruttamento della falda acquifera. Dopo alcuni istanti di riflessione e di incredulità, l’agricoltore ha messo in dubbio la mia tesi con un emendamento all’insieme e una frase lapidaria: “Per cosa? Se l’acqua nasce lì”

Purtroppo la percezione di una parte importante della società sui problemi ambientali, in generale, e dell’acqua in particolare, è in linea con quanto affermato da quel contadino. Aveva basato la sua idea sull’esistenza di una risorsa infinita, basata sul suo empirismo e su una trasmissione di conoscenza, probabilmente vecchia di secoli.

L’anno prossimo ricorre il 50° anniversario della pubblicazione del rapporto del Club di Roma ( I limiti della crescita ) sui limiti della crescita, e la realtà mostra che c’è ancora molto da fare al riguardo. L’immenso progresso della scienza e della tecnologia in materia di acqua è di scarsa utilità se gli utenti finali della risorsa, i cittadini, continuano ad operare per ignoranza o disinformazione.

Percezione, efficienza e rischi

Qualsiasi sforzo di sensibilizzazione può essere estremamente utile. L’esempio più chiaro che possiamo trarre dal mondo dell’agricoltura.

Circa tre quarti dell’acqua che viene prelevata dal sistema naturale è destinata esclusivamente all’irrigazione dei campi coltivati e, quindi, a un compito tanto essenziale quanto quello di fornire, tra l’altro, il cibo di cui si nutre la popolazione. Ciò significa che una riduzione di tale quantità d’acqua, per quanto modesta, significherebbe la liberazione di un notevole volume di risorse, l’attenuazione dello stress a cui sono sottoposti i sistemi idrologici in molte regioni e un inestimabile contributo all’adattamento al clima.

L’enorme investimento fatto nei piani di ammodernamento dell’irrigazione serve a poco in termini di uso efficiente dell’acqua, se gli utenti finali, gli agricoltori, continuano a prendere decisioni senza tenere conto dei limiti della risorsa. Troppo spesso lo fanno in base a criteri di empirismo e tradizione, senza tenere conto delle conoscenze e delle tecnologie che oggi sono a loro disposizione per produrre di più e meglio, riducendo l’uso di risorse come energia e acqua.

Divulgazione e consapevolezza

Lo sforzo di raggiungere una percezione più fondata della società può anche contribuire a rovesciare l’assioma nefasto per cui “l’acqua inutilizzata si perde“, che si basa in parte sul deliberato dilemma che talvolta si pone tra uso razionale dell’acqua e economia.

I cittadini devono disporre di strumenti per comprendere che quelle risorse idriche che determinate attività umane non consumano sono indispensabili per ottenere altre risorse di base (cibo, energia, cultura, qualità della vita…) e per svolgere funzioni nei sistemi naturali elementi per noi essenziali anche se meno tangibili (equilibrio, regolazione, armonia, biodiversità…).

Divulgazione e sensibilizzazione sono un alleato indispensabile per prevenire, affrontare o alleviare le situazioni di crisi legate all’acqua, sempre più frequenti in questo inesorabile scenario di cambiamento climatico.

L’esempio più evidente è quello della siccità e dell’atteggiamento generale della società verso questo fenomeno, simboleggiato in modo insormontabile dal concetto di ciclo idro-illogico. Il disinteresse dei cittadini (soprattutto nelle aree urbane) per i problemi idrici è comune e noto. Finché un bel giorno apre il rubinetto e si accorge angosciato che non cade una goccia. Questo comportamento estremo per cui si passa istantaneamente dall’indifferenza all’isteria ogni volta che si verifica un episodio di siccità è la prova più evidente del deficit di consapevolezza.

Le siccità sono fenomeni ricorrenti e tutto indica che saranno più frequenti in futuro. Ciò significa che, dopo una siccità, sicuramente e dopo un periodo più o meno prolungato, verrà la prossima. Quindi, la chiave contro questo tipo di crisi idrica risiede nella gestione collettiva e individuale sensata e responsabile della risorsa in periodi normali o abbondanti.

Percezione e reciprocità

È giusto riconoscere che parte del deficit di informazione e consapevolezza può essere anche la conseguenza di quel tipo di combinazione tra orgoglio e disinteresse che il mondo della scienza a volte manifesta di fronte al resto della società.

Una volta, mentre un gruppo di colleghi stava cercando di selezionare uno spartiacque adatto per un progetto di ricerca, ci siamo imbattuti in un pastore che passava con il suo bestiame nelle vicinanze. Questo brav’uomo, gentilmente e dopo avergli dato un leggero inizio di conversazione, ci ha spiegato con dovizia di particolari il funzionamento idrologico del bacino che volevamo monitorare, e le chiavi per comprenderlo.

Dopo alcuni anni di faticoso e fruttuoso lavoro scientifico, abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza e verificare che quanto fatto era, in fondo, corroborare con l’aiuto della scienza quanto intuitivamente ci ha spiegato il parroco il giorno del nostro incontro.

La mia esperienza mi dice che il connubio tra sapere scientifico e sapere popolare prodotto dell’esperienza costituisce uno strumento inestimabile che porta all’arricchimento reciproco e a una migliore comprensione della realtà. Questa interazione è anche uno strumento molto utile per ottenere una diffusione efficace.

Partendo da un determinato coinvolgimento del mondo della scienza, da una corretta strategia di divulgazione e da un’adeguata consapevolezza sociale, potremo raggiungere la complicità dei cittadini per affrontare le sfide dell’acqua in questo contesto di cambiamento globale.

Autore

José Martínez Fernández , Università di Salamanca